Poetica Mente

La nostra vita è scritta nelle parole dei poeti...
mercoledì, 01 ottobre 2008

Verità

Nulla è semplice, nulla avviene senza complicazioni e sofferenze: e che quello che conta soprattutto è la lucidità critica che distrugge le parole e le convenzioni, e va a fondo nelle cose, dentro la loro segreta e inalienabile verità.

Pier Paolo Pasolini
postato da Bianca1982 alle ore 16:35 | link | commenti (3)
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mercoledì, 01 ottobre 2008

Vittoria

 Ho riletto dopo anni questa spendida poesia di Pier Paolo Pasolini, scritta per il fratello minore Guido, che fu partigiano a perse la vita  nell'eccidio di Porzûs del 12 febbraio 1945, a soli 19 anni.

Dove sono le armi? Io non conosco
che quelle della mia ragione:
e nella mia violenza non c'è posto
neanche per un’ombra di azione
non intellettuale
. Faccio ridere
ora, se, suggerite dal sogno,
in un grigio mattino che videro
morti, e altri morti vedranno, ma per noi
non è che un ennesimo mattino, grido
parole di lotta?
Se ne vanno… Aiuto, ci voltano le schiene,
le loro schiene sotto le eroiche giacche
di mendicanti, di disertori… Sono così serene
le montagne verso cui ritornano, batte
così leggero il mitra sul loro fianco, al passo
ch'è quello di quando cala il sole, sulle intatte
forme della vita - tornata uguale nel basso
e nel profondo! Aiuto, se ne vanno! Tornano ai loro
silenti giorni di Marzabotto o di Via Tasso…
Con la testa spaccata, la nostra testa, tesoro
umile della famiglia, grossa testa di secondogenito,
mio fratello riprende il sanguinoso sonno, solo
tra le foglie secche, i caldi fieni
di un bosco delle prealpi - nel dolore
e la pace d'una interminabile domenica…
Eppure, questo è un giorno di vittoria.


postato da Bianca1982 alle ore 16:30 | link | commenti
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domenica, 15 giugno 2008

Tragedia dell'Amore - saggezza orientale

La tragedia non è l'Amore, ma il pensiero dell'Amore. Nel Grande Principio del Non Principio, Spirito e Materia si affrontarono in una lotta mortale. Alla fine il Figlio del Cielo trionfò sul Demone dell'Oscurità e della Terra. Ma il Titano agonizzante urtò la volta celeste di giada mandandola in frantumi. Le Stelle persero i loro nidi, e la Luna vagò senza meta nei deserti abissi della notte. In preda alla disperazione, il Figlio del Cielo cercò chi sapesse riparare i cieli. E a Oriente trovò una Divina che, nella sua fucina magica, saldò l'arcobaleno dai cinque colori e ricostruì il cielo. Gli restarono da saldare due sottili crepe nel firmamento azzurro e, fino a che non l'avrà fatto, ci sarà dualismo nell'amore: le anime degli amanti si muovono nello spazio senza mai fermarsi, quando si uniscono rendono compiuto l'universo.

tratto dal testo  teatrale "Le Ombre del Thè", di P. D'Attoma Fanizzi, brillante regista e attore pugliese.

postato da Bianca1982 alle ore 14:37 | link | commenti (23)
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martedì, 03 giugno 2008

Pensiero del Giorno

Noi conosciamo la verità non soltanto con la ragione, ma anche con il cuore...

Blaise Pascal.

postato da Bianca1982 alle ore 20:24 | link | commenti (9)
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venerdì, 23 maggio 2008

Servilismo o dignità?

" E che dovrei fare? Cercarmi un protettore? Trovarmi un padrone? Arrampicarmi oscuramente, , con astuzia, come l'edera che lecca la scorza del tronco cui si avvinghia, invece di salire con la forza?

No, grazie.

Trovare intelligente un imbecille? Essere angosciato dai giornali e vivere nella speranza di vedere il mio nome apparire sulle riviste letterarie?

No, grazie.

Vivere di calcolo, ansia, paura? Anteporre i doveri mondani alla poesia, scrivere suppliche, farmi presentare?

No, grazie. Grazi, grazie, grazie, no!

ma invece...cantare, ridere, sognare, essere indipendente, libero, guardare in faccia la gente e parlare come mi pare, mettermi - se ne ho voglia - il cappello di traverso, battermi per un sì o per un no o fare un verso!

Lavorare senza curasi della gloria edella fortuna alla cronaca di un viaggio cui si pensa da tempo, magari sulla luna!

Non scrivere mai nulla che non sia nato davvero dentro di te! Appagarsi soltanto dei frutti, dei fiori e delle foglie che si sono colte nel proprio giardino con le proprie stesse mani!

Poi, se per caso ti arriva anche il successo, non dovere nulla a Cesare, prendere tutto il merito per te slo e, disperezzando l'edera, salire - anche senz'essere né una quercia né un tiglio - salire, magari poco, ma salire da solo

Cirano di Bergerac.

postato da Bianca1982 alle ore 14:00 | link | commenti (3)
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lunedì, 19 maggio 2008

Grace

There's the moon asking to stay
Long enough for the clouds to fly me away
Well it's my time coming, i'm not afraid, afraid to die

My fading voice sings of love
But she cries to the clicking of time,
Wait in the fire...

And she weeps on my arm
Walking to the bright lights in sorrow
Oh drink a bit of wine we both might go tomorrow
Oh my love...

And the rain is falling and i believe my time has come
And it reminds me of the pain i might leave behind
Wait in the fire...

And i feel them drown my name
So easy to know and forget with this kiss
But i'm not afraid to go, baby it's all because of you
But i'm not afraid to go, but it goes so slow, slow
Wait in the fire, wait in the fire
Wait in the fire...

...don't you take it away from me

J. B.

postato da Bianca1982 alle ore 10:13 | link | commenti (2)
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domenica, 18 maggio 2008

 

Io

Sopisco

l'ago

del mio cuore

Piango

una parola

che ho perduto

Spingo

il bordo

d'una lacrima

dove l'alba

morta

tace

George Bataille, "Insignificanza".

postato da Bianca1982 alle ore 14:13 | link | commenti (2)
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sabato, 17 maggio 2008

Generale

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

Spiana un bosco e sfracella cento uomini.

Ma ha un difetto:

ha bisogno di un carrista.

Generale, il tuo bombardiere è potente.

Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.

Ma ha un difetto:

ha bisogno di un meccanico.

Generale, l’uomo fa di tutto.

Può volare e può uccidere.

Ma ha un difetto:

può pensare .

Bertold Brecht

postato da Bianca1982 alle ore 17:47 | link | commenti (1)
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mercoledì, 07 maggio 2008

Felicità raggiunta, si cammina

Felicità raggiunta, si cammina

per te sul fil di lama.

Agli occhi sei barlume che vacilla,

al piede, teso ghiaccio che s'incrina;

e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

 

Se giungi sulle anime invase

di tristezza e le schiari, il tuo mattino

è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.

Ma nulla paga il pianto del bambino

a cui fugge il pallone tra le case.

Eugenio Montale, "Ossi di Seppia".

postato da Bianca1982 alle ore 14:03 | link | commenti (8)
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